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  Marcello Maggiore
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Marcello Maggiore, nasce a Roma il 3 gennaio 1955, mostrandosi precocemente “figlio dell’arte”, imparando a comunicare prima con il disegno che con la parola.

Un primissimo giudizio lo espresse l’artista Nino Garajo (Bagheria 1918 - Roma 1977), suo insegnante nella scuola media frequentata nel 1965 – 68, con grande affetto paterno e consapevole sprone nel farlo continuare ad amare e progredire nella materia, apprezzando il già radicato talento nell’espressività figurativa del ragazzo.

Ha avuto il modo e la fortuna di incontrare un altro importante contemporaneo, Momo Sahlan (Villareggia - 1944) dal quale, con successive frequentazioni, ha ricevuto notevole impulso nella propria evoluzione artistica, con più consapevolezza e maggiore convinzione.

Ha frequentato, nei primi anni ‘ottanta, corsi di decorazione artistica su ceramica, presso il Comune di Faenza.
Ha successivamente frequentato a Roma la Scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, un corso triennale concluso nel 1986, fondamentale per l’affinamento delle già pronunciate doti nel disegno, anche nelle applicazioni ed uso degli smalti tradizionali, nello sbalzo e cesello, nella modellazione a cera, nell’incisione, nella scultura su metallo, sotto la guida e l’insegnamento di Laura Cretara, celebre artista e allora direttrice della Scuola, autrice tra l’altro di una delle facce della moneta bimetallica da cinquecento lire, della figura dell’Uomo Vitruviano di Leonardo sulla faccia nazionale della moneta da un euro, e con il prof. Franco Pioli, eccelso incisore e insegnante nell’uso del bulino. In quell’ambito ha partecipato a concorsi ed esposizioni, anche a Firenze in occasione del Maggio musicale fiorentino in un’esposizione di medaglie a Palazzo Strozzi nel 1985.
Alcune sue realizzazioni, prodotte nel ciclo di studi, sono state conservate nel Museo della Zecca.

Ha partecipato a diverse edizioni di concorsi internazionali di pittura, tra i quali quello organizzato dalla nota “Triennale di Roma”, nel 1979, ottenendo riconoscimenti di critica e menzione sul “Corriere di Roma” riguardo all’Opera in acquerello presentata “Anatre” e quelli organizzati dalla Fondazione “Sinaide Ghi”, acquerelli a soggetto paesaggistico, nella cui giuria esaminatrice era presente Giovanni Carandente (Napoli 1920 – Roma 2009), grande figura nell’ambito della Critica d’Arte, ottenendo ottime classificazioni come in occasione della VII edizione del 1983 nella quale la sua opera “La raccolta delle olive” ha ottenuto uno dei primissimi premi. Anche nella successiva VIII edizione del 1984 si è affermato ottenendo una ‘Particolare segnalazione’ con la sua “Splendida desolazione”.
Nel 1999 ha conseguito la Laurea in Lettere con indirizzo Storico Artistico, presso l’Università di Roma Tre, con il massimo dei voti. Nel corso degli studi si è avvalso degli insegnamenti degli illustri professori Paolo Moreno (Udine 1934) docente di Storia dell’Arte antica e di Archeologia, del Prof. John Lindsay Opie docente di Storia dell’Arte Medievale, Bizantina e massimo esperto dell’iconografia russa, del prof. Bruno Toscano (Spoleto 1930), artista e docente di Storia dell’Arte Contemporanea.
Nel 2009 ha partecipato, presso la “Galleria Cassiopea” di Roma alla collettiva di pittura ad acquarello “Acquarellisti del III Millennio” con presentazione del Critico d’Arte Renato Mammucari, la partecipazione del Maestro d’arte Wladimir Khasiev e del Prof. Giuseppe Ascari, ottenendo lusinghieri consensi.

Ha partecipato alla VI rassegna internazionale d’arte, realizzata in collaborazione con il Comune di Grosseto, “Premio Maremma” 2015, esponendo l’opera “Il bosco” (acrilico su tela) e “Inginocchiata” (sanguigna su carta). Erano presenti grandi esponenti della Critica, gli illustri professori: Giuseppina Scotti, Claudio Lepri e Giuseppe Giannantonio.
A Udine, dal 7 febbraio al 7 marzo 2015, presso la Galleria d’Arte G.B. Tiepolo, di Adriana Bottiglioni e Federico Cautero, è invitato alla Collettiva d’Arte Contemporanea “Colori di Carnevale” con presentazione del Prof. Natale Zaccuri, presentando le opere “Cerbiatta” (acrilico su tela) e “Modella dell’Opera” (disegno a sanguigna su carta) e ricevendo un positivo commento critico espresso dall’illustre Dott.ssa Giorgia Gemo (*).

A Roma, dall’8 marzo 2015, con le opere “Entusiasmo” e “Papaveri al tramonto” (entrambi acrilici su tela), ha partecipato alla prima edizione del Premio Nazionale di pittura “Venti Regioni” organizzato dai proff. Mario Nicosia e Claudio Lepri presenti anche nella giuria al fianco della prof.ssa Mara Ferloni, presso la Cascina Farsetti nella fase d’inaugurazione e, successivamente, nelle sale del Museo della Villa Vecchia, in Villa Doria Pamphilj.

Era presente alla 15^ rassegna “Arte nel Lazio 2015” il 21 novembre 2015, organizzata dal gallerista Ginco Portacci, esponendo alcuni suoi pastelli iperrealistici, come “Nove vite”, “Tigre e bamboo” e “Ti salverò”, accolti dalla critica con alta considerazione. (**)

Dal 19 al 26 gennaio 2016 partecipa alla Mostra collettiva di arti visive "L’ARTE DENTRO OGNI COSA - la tua impronta nel Giubileo" presso il complesso monumentale S.Andrea al Quirinale, TEATRO DEI DIOSCURI. All’inaugurazione sono presenti gli illustri critici d’arte Mario Nicosia, Mara Ferloni e Claudio Lepri, con interventi dell’On. Paolo Masini (MiBACT) del Prof. Mario G.Fabrocile (Università LA SAPIENZA) del Dott. Michelangelo Volpe (Poeta). Ospite d’onore il M° Ennio Calabria.

E’ tra gli artisti della Galleria CENTRO ARTISTICO CULTURALE IL LEONE - Via Aleardi 12 - 00185 - Roma (RM).
Nel suo percorso artistico, ha prodotto e produce diverse opere con differenti tecniche e continua a farlo anche su committenza.
Marcello Maggiore ha pubblicato anche un romanzo, sul sito “Il mio libro” del circuito Feltrinelli, dal titolo “Fante, brigante e re” in seconda edizione 2013.


NOTE CRITICHE

(*) - Prof.ssa GIORGIA GEMO - La figura femminile diventa soggetto di accurati disegni a sanguigna dove posizioni ricercate evidenziano l’abilità dell’autore nel descrivere il corpo. Pose artificiose, a volte echeggianti la classicità, dove la protagonista si compiace della propria bellezza, come l’artista della sua capacità di rendere con un parsimonioso tratteggio i contorni, le pieghe della pelle e le forme piene illuminate da una luce a cui la donna sempre si rivolge.

(**) - Prof. CLAUDIO LEPRI - Marcello Maggiore è un eccezionale iperrealista che ha il potere di rappresentare immagini con una precisione di cromatismi, proporzioni prospettiche e visioni di luci e ombre che appartiene ai grandi artisti della storia contemporanea figurativa.
Questa proprietà di esecuzione del progetto emerge con classe eccelsa nelle opere presentate: “Le nove vite”, “Tigre e bamboo” e “Ti salverò”. In particolare quest’opera rivela la ricerca simbolista di Marcello Maggiore, nella esplicazione dell’immagine di una mano ferita nell’incontro con l’altra mano che porge aiuto.
Espressione pittorica e simbolo si coniugano in una mirabile fusione.
   
   
 

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Marcello Maggiore
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