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Nata a Roma il 15 febbraio del 1982, si diploma nel 2001 presso il Liceo Artistico Sperimentale di Roma e negli anni 2002/2005 frequenta il 1° Istituto Italiano per l'Arte, l'Artigianato e il Restauro di Roma, ottenendo la qualifica professionale, riconosciuta dalla Regione Lazio, di "Collaboratore restauratore per il restauro di dipinti su tela, tavola, opere lignee policrome, affreschi e dipinti murali". Nel 2004 frequenta il master in "Tutela, Conservazione e Gestione dei Beni Culturali Ecclesiastici in prospettiva pastorale" presso l'Università Lateranense Ecclesia Mater, presieduto dall'Architetto Restauratore Roberto Lucani.
Le opere di Sara Cordovana hanno come supporto la tavola, che, prima di essere dipinta, viene sapientemente preparata con la stesura di più mani di gesso, secondo una tecnica che veniva utilizzata dai pittori del '300. L'artista ama i colori caldi e non smette di ricercare la perfezione estetica nei soggetti che dipinge; corpi di donne e uomini trasmettono sensazioni di energia e passionalità non disgiunte da una soddisfatta distinzione fisico-psichica. Le sue opere sono state esposte, riscontrando notevole successo di critica e di pubblico.
Mostre Personali
2005-Gloss, via del Monte della Farina, 43, Campo dei Fiori 2005-Rockodile, Via delle tre cannelle 8 Roma 2006- Roma 22 gennaio, Museo Archeologico di Valmontone (Palazzo Doria Pamphilj) 2006-Vasanello (VT) 5-15 maggio 2006-Extra Viale Giotto Roma 2007- 11-17 gennaio Rockodile, Via delle tre cannelle 8 Roma 2007-Gloss, via del Monte della Farina, 43, Campo dei Fiori 2007-5-15 maggio Mostra Mercato di arte Contemporanea Valmontone 2007-Palazzo Medici Clarelli Via Giulia Roma (I° Municipio di Roma) 2008-Chiostro del Bramante (caffetteria)
Mostre Collettive
2006-Rockodile Via delle tre cannelle Roma 2006-Closs, Campo de' Fiori Roma 2007-Vasanello (VT) 2007-Stardust Village XII Municipio 2007-Cervia (Ravenna) VI edizione ArteTra curata da Lab. Art Valorizzazione e Restauro di Beni Culturali – Società Cooperativa.
Articoli e recensioni
Viene da diversi anni a Soriano la pittrice Sara Cordovana, appena ventiquattrenne ma già di affermato talento. Dopo gli studi al liceo artistico sperimentale, all’istituto di restauro di Roma ed alla facolta' dei Beni culturali di Viterbo, la sua carriera da “professionista” inizia del 2000, passando dal dipingere su tela a dipingere sul legni utilizzando una tecnica dei pittori del 300. La sua specialità è una raffinata raffigurazione di corpi, con colori caldi tra cui spicca l’oro, che trasmette sensazioni di energia e di passionalità. Dopo aver esposto le sue opere in vari locali del centro di Roma, nello scorso mese di marzo ha tenuto una mostra di grande successo presso il museo archeologico di Valmontone. Fino 14 maggio presenta il meglio della sua produzione artistica in un’altra mostra che si tiene a Vasanello. Nietta Santocchi " il tempo " 6 maggio 2006
Sacro e profano, bianco e nero, dorato è tinte forti. Sono queste le contrapposizioni che dal 19 al 25 marzo, il Museo Archeologico di Valmontone ospita nei dipinti di Sara Cordovana. L’artista ventiquattrenne – alla ricerca della perfezione dei nudi che plasma – ama dipingere su tela e soprattutto su tavola, dove i suoi colori possono restare saturi e vivaci agli occhi di chi li scruta. Nove lavori sui diciassette esposti sono già stati acquistati e provengono da collezioni private……… Alessandra Francesconi " La Notizia " 25 marzo 2006
Si è chiusa la mostra di Sara Cordovana a Vasanello. Un evento, si può sostenere, che in quest’epoca di troppo spesso effimeri astrattismi rimanda alle suggestioni che sono alla base della pittura. Sara si cimenta infatti con la figura umana. E lo fa con una passione che certo va oltre l’esigua barriera del colore. Toni caldi, sfumati, soggetti che non lasciano indifferenti poiché risvegliano l’essenza stessa della vita: l’amore. Una tematica per certi versi quasi ovvia per un’artista, ma che Sara Cordovana affronta attraverso la non facile strada del nudo, notoriamente lastricata dalle più disparate interpretazioni psicanalitiche,soprattutto se a cimentarvisi è una donna. Eppure le sue figure, avvinghiate nelle più disparate danze dell’amore, anche se tese al preludio dell’accoppiamento o al sublime momento che lo segue, appaiono di una purezza quasi trascendente, klimtiane persino, grazie alla poesia di cui sono ammantate. L’interpretazione della sessualità, che aleggia tuttavia potente - si coglie a tratti l’energia del miglior futurismo - è però idealizzata dalla Cordovana come raramente è dato vedere, e come probabilmente tutti vorremmo che fosse. Nelle opere di questa sensibile artista, l’incontra dei corpi non vuole rappresentare il fin troppo stereotipato atto culminante dell’amore - a volte trasformato dalla routine in semplice sfogo fisiologico - ma l’amore stesso che, attraverso il superamento di tabù che possono “sporcare” l’intimità, realizza quell’osmosi psicofisica che porta alla trascendenza. E’ giovane, Sara, 24 anni, ma le sensazioni oniriche che riesce a evocare supera e stritolano le barriere del tempo. Per questo, e per via di un talento già notevole destinato a crescere, non è difficile prevedere per lei un futuro radioso. Ardelio Loppi “Corriere di Viterbo” Maggio 2006
Sara Cordovana è un’artista romana emergente e l’allestimento di questa mostra, curata da Lab. Art e patrocinata dal Comune di Valmontone, mira a promuovere le sua arte e a contribuire alla sua affermazione. Le opere esposte (olio su tavola) catturano immediatamente l’occhio dell’osservatore sia per i soggetti in esse rappresentati, sia per i colori con cui le immagini sono costruite. I soggetti rappresentano, in maniera insistente e quasi ossessiva, figure maschili e femminile i cui corpi si abbracciano, si aggrovigliano e si compenetrano in pose articolate e sinuose, esprimendo, così, la forte componente passionale che le unisce e avvolge. Questa è accentuata anche, e soprattutto, dai colori: colori accesi, infuocati e contrastanti, come il rosso e il nero. Essi assumono maggior risalto quando emergono dallo sfondo dorato presente in molte opere, che proietta queste immagini profane verso un’atmosfera quasi trascendentale, così come avveniva per le immagini sacre delle icone e delle pale d’altare medievali e rinascimentali. La riproposizione della doratura e la particolare attenzione rivolta alla “preparazione” dei supporti in tavola delle opere, eseguita con gesso di Bologna e colla di coniglio, secondo i metodi tramandati da Cennino Cennini nel suo “Libro dell’Arte” (un manuale ad uso dei pittori scritto verso la fine del’300) attestano lo studio e la conoscenza, da parte della pittrice, delle tecniche artistiche in uso nel Medioevo e nel Rinascimento. C’è dunque una grande cura nella realizzazione di queste opere e la sapienza tecnica esecutiva deriva dall’aver frequentato una Scuola di Restauro dove l’artista è entrare in contatto visivo e manuale con opere d’arte del passato. A questi aspetti tecnici si abbina inoltre un innegabile talento artistico insito nell’animo della pittrice, il cui “io” trova espressione in queste opere. Opere che sono, dunque, “espressioniste”, in quanto manifestano nell’arte il mondo interiore dei sentimenti dell’artista. C’è in lei, forse, il tormento derivante da un contrasto tra la forte attrazione verso una bellezza fisica idealizzata – i soggetti sembrano infatti dei modelli dai corpi scolpiti- e la consapevolezza implicita della caducità di una bellezza solo fisica ed esteriore o di un amore puramente passionale – alcune figure appaiono tormentate, altre sembrano meditare astraendosi dalla situazione che stanno vivendo e altre, distaccandosi dal loro rispettivo partner, volgono lo sguardo verso altre direzioni, esprimendo un velato senso di inquietudine – come nell’opera con l’autoritratto della pittrice. dott. Ugo Giambelluca |