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  Marina Profumo
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Colori ed emozioni che ci coinvolgono e ci portano lontano..

Marina Profumo nasce a Ceranesi Genova nel 1960 dove tutt’ora risiede.

Nonostante la naturale attitudine per le materie artistiche, gli studi, ed in seguito il lavoro, sono distanti da esse. Ma questa sua predisposizione e il desiderio di esprimersi, di rendere visibili i suoi sentimenti, di rappresentare le sue inquietudini, di materializzare temi che riguardano l’animo umano la portano istintivamente verso la pittura.

I suoi primi oli risalgono al 1978. Sono lavori molto introspettivi ed intensi. Di quel periodo fanno parte per esempio “Verso il futuro” e “tempesta”. Continua a dipingere ininterrottamente ed instancabilmente in maniera appartata, tant’è vero che soltanto intorno al 1998 decide di allestire le sue prime esposizioni. Finalmente un pubblico più ampio può ammirare le sue opere, di cui, per esempio, “La Via” o “Resistere” dove traspare l’aspetto duro, difficile del nostro vivere; “Dualità”, con l’eterna attrazione/repulsione, coesistenza/separazione tra il bene ed il male; “Supplica Sterile”, una preghiera dei deboli verso i potenti affinché cessino i soprusi, ed ancora, “Il Dono” o “Gli Innamorati” dove meraviglia e dolcezza avvolgono l’osservatore teneramente.

Sono immagini d’impatto surreale, ma in realtà non appartengono a nessuna corrente in quanto è una pittura nata in un introverso isolamento e frutto della sola personale ispirazione di Marina.
Sono quadri, così come ama dire lei, da leggere, leggere lentamente.

L’amore per il colore, per le suggestioni e la voglia di sperimentare modi nuovi, diversi, meno espliciti, di trasmettere emozioni, ha condotto Marina ultimamente in uno scenario di massima essenzialità. Intorno al 2003 prendono vita nuove opere. La complessità dei soggetti è rinnovata, le immagini si semplificano, si riducono al minimo, all’essenziale: al colore, al movimento, alla profondità, e, soprattutto, alla luce.
Luce non solo come gioco ottico ma come illuminazione della mente, come calore del cuore, come miraggio di pienezza e felicità.
Di fronte a queste tele l’occhio e l’anima hanno più spazio, più libertà: fluttuano in un’attrazione quasi ipnotica. La mente resta coinvolta dentro i dipinti dove trova spunti per la propria meditazione.

Dall’introspezione, alla meditazione e quindi all’analisi del mondo intorno a sé: l’artista lentamente sposta l’ottica focalizzando l’interesse sul comportamento dell’uomo moderno e i suoi effetti.
Dal 2006 i temi di attualità diventano una costante: nascono opere sulla politica globale come per es. “Ingerenze politiche” e “Arroganza bianca” e sulla donna come: “Libere” e “Librarsi”.
La materia sui quadri diventa più spessa. La tela viene preparata, prima del lavoro con l’olio, con paste acriliche sempre più dense sino alla sabbia. Ad un certo punto però, nella mente dell’artista, appaiono soggetti troppo realistici per essere dipinti, soggetti che necessitano di un proprio corpo, una propria forma reale.

Così, nel 2007, inizia la fase scultorea. Marina assembla cemento, corde, carta, rete metallica, fogli di plastica stampati e vernice.
Le sculture antropomorfe, hanno una testa di griglia con naso e bocca; né occhi, né orecchi che, pari al sentire e al vedere, sono assimilati al capire, al rendersi conto e quindi, per Marina, da omettere in questo contesto, proprio perché il punto focale delle opere è il sottolineare l’incapacità dell’uomo di avere un comportamento sensato e consapevole.

All’interno, presentate con manufatti in carta stampata, griglia, corda, storie di quotidiana follia umana: come l’inquinamento, le religioni, l’ossessione dell’estetica, l’odio.

Anche nelle sculture dove la “testa in griglia” non è presente, come “Tzunami Brain” (onda anomala), “Imprisoned Brain” (cervello imprigionato), o “Out of Place (fuori posto), il protagonista è sempre l’uomo ed il suo essere stolto e prigioniero di sé stesso. L’uomo, con il suo carico di comportamenti sbagliati, che sta correndo verso all’autodistruzione.

Marina Profumo ha dipinto volutamente per anni in silenzio ed introspezione. Da poco ha deciso di presentare al pubblico le sue opere


Mostre

2014
Savona – Albenga 18-26/01 Biennale della Liguria presso Fondazione G.M. Oddi - Palazzo Oddo – a
cura di Italia Arte e Associazione Culturale Galleria Folco di Torino e Museo MIIT di Torino.
2013
Torino 8 – 23/11 Biennale Museo MIIT di Torino a cura di Italia Arte e Associazione Culturale Galleria
Folco di Torino.
Chicago – 21/6 – 14/7 International Biennial of Contemporary Art presso Zhou Brothers Art Center
Foundation – 33Contemporary Gallery a cura rivista Itali Arte – Museo MIIT Torino –Galleria Folco TO
Svezia – Collettiva itinerante di Arte Sacra da Giugno a Settembre in tre chiese: Uppsala Trinity
Church, Chuch of Vasteras in Vastmanland, Church of S.Immanuel a Stoccolma a Cura di di Riccardo
Baldelli impresa Maecenas ed associazione Bilda
Firenze Marzo -Giugno Artour-o a Tavola – presso Villa La Vedetta a cura di Ellequadro Events
Palazzo Ducale Genova.
Torino 19/3-26/3 - Collettiva “Mostra Internazionale Italia Arte 2013” presso il museo di arte
contemporanea MIIT a cura di Italia Arte e Associazione Culturale Galleria Folco di Torino.
Oslo (Norvegia) 2/3 – 8/3 Collettiva presso Gallery S9 a cura di Riccardo Baldelli impresa
Maecenas.
Genova 15/2 Tavola rotonda MISA (Musei Internazionali in progress di Scultura per Aziende) presso il
Palazzo della Meridiana a cura di Ellequadro Events Palazzo Ducale
Genova.
Koping (Svezia) 11/1-18/1 Personale presso Galleria Quirinus a cura di Riccardo Baldelli impresa
Maecenas.
2012
MIAMI – Florida (USA) 4-9/12 rassegna Miami River Art Fair collegata al Miami Art Basel Fair a cura
della Rivista mensile d’Arte “Italia Arte” e Associazione Culturale Galleria Folco di Torino
Londra – Chelsea 11/10-26/10 Colletiva. “A Red Carpet for Italian Interiors” presso Ventique con
Museo Luzzati di Genova e ARTOUR-O IL MUST a cura di Ellequadro Events Palazzo Ducale
Genova.
Vasteras (Svezia) 4/8-16/9 Coll.”Italian Contemporary Art” presso Global Gallery a cura di Riccardo
Baldelli impresa Maecenas.
Stoccolma 14-20/7 Collettiva Riddaren Gallery a cura di Riccardo Baldelli impresa Maecenas
Uppsala (Svezia) 18/5-3/6 Coll.Gallery 1 a cura di Riccardo Baldelli impresa Maecenas.
Sala(Svezia) 30/3-27/4 Coll. Gallery Café a cura di Riccardo Baldelli impresa Maecenas
Torino 24/5-1/7 Collettiva “From Turin to Chicago and vice-versa”presso Museo Regionale di Scienze
Naturali di Torino a cura di Italia Arte e dall “33 contemporary Gallery” di Chicago in collab. Con Zhou
Brothers Art Center Foundation di Chicago
Colonia 12/4-11/5 Collettiva presso Istituto Italiano di Cultura di Colonia a cura di Italia Arte e
Associazione Culturale Galleria Folco di Torino
Milano 23-27/2 Collettiva presso la sede della Fondazione AEM Gruppo a2a Casa dell’Energia a cura
di Italia Arte Edizioni e Associazione Culturale Galleria Folco.
2011
Copenaghen. Collettiva “Arte Contemporanea Italiana. L’Unità Dell’Arte, l’Arte dell’Unità tra
cambiamento ed evoluzione” presso Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen. Curata da Italia Arte e
Associazione Culturale Galleria Folco di Torino.
Torino. Collettiva “Mostra Internazionale Italia Arte 2011” presso Villa Gualino (TO). Curata da Italia
Arte e Associazione Culturale Galleria Folco di Torino.
Firenze. 24/5 – 29/5 “Festival Internazionale di Design” “Florence Design Week” esposizioni di due
opere presso Palazzo Borghese a cura dell’ Ass. Culturale IMMAGINAE (FI).
Praga 16/6-16/7 Collettiva “Imagine immagina” a new art nature future ecology “…immagina un futuro
migliore” presso Galerie Brehova patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga a cura di Italia Arte
Edizioni Rivista internazionale d’Arte (To)
Stoccolma Virsbo 3/9 – 25/9 Collettiva presso “Gamla Bruket Konsthall” (Galleria Vecchio Mulino) a
cura di Leader Bergslagen e Riccardo Baldelli impresa Maecenas, Vasteras
Londra . 22/9-25/9 “London Design Festival 2011” presso Tent London Ltd collaborazione con
ARTOUR-O IL MUST e IDES a cura di Ellequadro Events Palazzo Ducale Genova.
Milano Monza 1/10 – 14/10 Collettiva presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo di Italia
Nostra a cura di Lucia Perfetti Associazione Chiocciola Blu (MI)
Roma 14/10 – 31/10 Collettiva “La violenza e l’Arte” Galleria Dioscuri del Quirinale in omaggio all’opera
di Domenico Calabro’ “Questa è la Mafia” a cura dell’Ass.Cult.Cassiopea di Roma e Ass.Cult. Galleria
Folco di Torino.
Chicago. 21/10-12/11. “33 Collective Gallery” “Imagine A New Art, World, nature, future” patrocinio
del ministero della Cultura U.S.A a cura di Italia Arte Edizoni Rivista Internazionale d’Arte (TO).
Roma 6/12-15/12 Collettiva presso Palazzo Maffei Marescotti Galleria Della Pigna curata da
Prestigiacomo M Teresa dell’ Accademia Euromediterranea delle Arti di Messina –
Stoccolma Vasteras 15/12 – 15/01/12 Collettiva presso la Biblioteca cittadina a curadi Riccardo
Baldelli impresa Maecenas, Vasteras in collaborazione con Dante Alighieri Istituto.
2010
Fukuoka Giappone Collettiva presso Gallery Art Lynx 3-10-32 Rose Tenjin 806.
Stoccolma Vasteras Collettiva presso Galleria Bellange collaborazione Riccardo Baldelli impresa
Maecenas –
Torino.Rassegna “Arte Metropolitana” presso Villa Gualino (TO) a cura di ITALIA ARTE EDIZONI
rivista internazionale d’arte.
2009
Firenze.Collettiva “Monocromie, assenza –essenza del colore” presso Galleria d’arte La Pergola.
Firenze. Collettiva "Piccolo Formato" Galleria d'arte La Pergola di Firenze.
Milano Monza. Collettiva "Colori d'Autunno nel Parco e nell'Anima" - Parco di Monza - Villa Mirabello
In occasione del Forum Mondiale dell'Unesco a cura di Associazione Chiocciola Blu Lucia Perfetti.
Firenze.Premio Letterario Internazionale "Lilly Brogi - La Pergola Arte 2009" La Grande Pitttura per la
Grande Letteratura. Partecipazione con le poesie "E' Dura" e "Generazioni".
2008
Roma Collettiva di Pasqua presso Galleria Crispi.
Taormina CT Asta “Teataormina” presso Excelsior Palace con Open Art Aurum di Catania.
Udine Collettiva “Acqua di mare” Galleria “La Saletta di Viale Gorizia” a Lignano Sabbiadoro.
Ferrara. collettiva “Colori nell’aria” presso ex Borsa di Commercio a Ferrara con Galleria Impulsesart
Genova. Collettiva “Successi” presso Galleria Artrè di Genova
Milano Collettiva “Il corso delle cose” presso Symposium XXI Milano con Studio Perfetti.
2007
Roma Collettiva internazionale "Paesaggi Interiori" presso Galleria Crispi.
Torino San Remo e Montecarlo Rassegna “La Telaccia D’Oro” Galleria La Telaccia di TO
Roma. Collettiva “L’isola Blu” a Capri con la Galleria Crispi.
Roma Collettiva “Emozioni Dipinti” a Fiuggi con la Galleria Crispi.
Roma Rassegna internazionale d’Arte “Roma”007” Basilica S.Maria del Popolo Sala Agostiniana con
Galleria Crispi.
Mosca Collettiva presso la Sede della Associazione culturale Dante Alighieri di Mosca presidente
Marina Millerova con Galleria Immagini SpazioArte di Cremona.
2006
Genova FIERA DI GENOVA "Mostra Mercato d'Arte Contemporanea" Stand La Telaccia di Torino.
Roma Collettiva. Galleria d'Arte Studiologos di Roma.
Viterbo Rassegna Internazionale d'Arte Fantastica Contemporanea "FANTASMAGORICA" presso
Palazzo Orsini di Bomarzo curata da Studiologos di Roma
Nova Milanese MI Premio Segantini-Addamiano presso Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani.
Torino – Montecarlo XXXI Rassegna D'Arte Internazionale "La Telaccia D'Oro 2006".
Roma . Collettiva "Roma d'Insonnia" presso la Galleria d'Arte Crispi.
Reggio Emilia Fiera d'Arte Contemporanea stand della Galleria d'Arte "La Telaccia" di Torino.
Hong Kong. Collettiva Pinacoteca Hong Kong con la Galleria Immagini Spazio Arte di Cremona e
Società Dante Alighieri.
2005
Genova FIERA DI GENOVA "Mostra Mercato d’Arte Contemporanea". Spazio Personale.
Torino Rassegna "La Telaccia d’Oro" a Torino.
Torino. Personale. Galleria "La Telaccia"
Bari "Fiera del Levante di Bari" stand La Telaccia di Torino.
2004
Chieri Torino. Personale. Galleria d’Arte Estro.
Genova. Personale. CircoloCulturale Satura
2003
Genova. Galleria d’Arte Finetti.
Genova. Collettiva. Circolo Culturale Satura.
2002
Genova. Personale. Club "Le Corbusier".
2001
Pegli Genova. Collettiva Associazione culturale Pegli.
2000
Loano Savona. Collettiva. Palazzo Kursaal.
1999
Genova. Personale. Circolo Culturale "La Cittadella"



Di lei è stato scritto:

Secondo la teoria della percezione, che cerca di capire le modalità con cui il nostro cervello decifra ed interpreta le immagini raccolte dalla retina, la linea orizzontale è un prodotto del senso della vista rielaborato dalla corteccia secondo principi di semplicità funzionale. Come già aveva intuito Delacroix, la linea retta e le sue parallele "…non si presentano mai in natura ma esistono solo nel cervello umano…". Pertanto l’artista si serve di configurazioni orizzontali per comunicare stati d’animo legati a sensazioni di equilibrio che inducono alla meditazione.

Nelle opere di Marina Profumo la dimensione spaziale proviene dalla contemplazione dell’eterna superficie del mare, lungo quella linea vasta ed incerta dove l’acqua si confonde con il cielo. E’ questo il luogo magico ed indefinito dove da sempre la percezione delle cose si fa ambigua, dove vascelli fantasma smarriti nella nebbia, vele greche in vista di un ingannevole approdo, possono apparire e sparire tra nuvole cariche di estatici pensieri. La tecnica pittorica utilizzata da Marina è molto semplice, la sua tavolozza è elaborata quanto basta affinché i colori possano esprimere gli stati d’animo desiderati e convogliare l’attenzione verso un centro dell’immagine dove iniziare il momento riflessivo. L’artista fonde i segni del cielo e del mare moltiplicando e stratificando le linee orizzontali con il risultato della perdita di riferimento di un preciso orizzonte. La sensazione di apparente staticità viene così compromessa rendendo ambigua l’intera configurazione con un notevole effetto di attrazione ipnotica. L’artista lascia fluttuare le linee senza interromperle con segni verticali, prolungando così l’estensione dello spazio in un’unica direzione senza limite, che induce lo spettatore a ricostruire l’immagine oltre le dimensioni fisiche del quadro. L’ambiguità della percezione si fa ancora più evidente nelle opere dove le superfici sono perturbate da oscillazioni regolari che possono essere lette contemporaneamente secondo un dualismo terra-mare caro a Rimbaud: solchi scavati con forza dall’aratro o onde sollevate con leggerezza dal vento?

Mario Pepe


"Viaggiare con le emozioni"

L’artista Marina Profumo porta avanti in maniera assolutamente personale e suggestiva un percorso pittorico coerente ed autonomo dall’innegabile fascino; ella, seguendo un’armonica e calibrata sintesi costruttiva infonde alle sue opere una sapiente figurazione che si dilata sulla tela dominante. Le notevoli strutturazioni della luce, forma e colore affiorano con incisività dalle sue realizzazioni per poi liberarsi splendidamente in una caratterizzante modernità costantemente vissuta con abilità ed estro. Ispirata dalla natura, la Profumo realizza prevalentemente dal suo mondo artistico cieli e marine che, protagonisti, ci seducono intensamente; essi, ricchi di originalità e dinamica coloristica, evidenziano un coinvolgente lirismo regalandoci infinite emozioni. Il colore caldo, a volte solare a volte tenue, ma sempre ben dosato e magistralmente steso, si divide nell’opera in brillante resa formale per creare delle linee orizzontali cariche di movimento ed energia che segnano il confine tra cielo e mare. Scansione segnica, raffinati effetti chiorscurali e vitalità cromatica risaltano di vera essenza creativa, rivelando così una pittura intrisa di importante ed autentico valore artistico. Le titolazioni "Caldi orizzonti", "il sapore del calore" e "Luce azzurra" perfettamente descritte manifestano una visione prospettica decisa e ben equilibrata; mentre nelle opere intitolate "Sorgenti di luce" ed "Avvicinamenti" possiamo notare come l’immagine che diventa più evanescente, più modulata, si evolva in una fantasiosa espressività sempre mirabilmente elaborata. In tutta la produzione della Profumo emergono sia maturità di tecnica che bellezza estetica. La pennellata luminosa e vibrante esterna un’inventiva sempre appassionata in cui risaltano la comunicativa e la gestualità prorompente. Servendosi della tecnica ad olio su tela, supportata da consapevolezza dei mezzi, l’artista analizza la materia con sensibilità creativa e soprattutto con valida padronanza, rivelando così un’arte intrisa di ricercato stile, componenti che contraddistinguono notevolmente la sua pittura. La mostra personale che si svolgerà nei locali della Galleria d’Arte La Telaccia dal 16 al 25 Novembre 2005 porterà l’osservatore a viaggiare con le emozioni, perché l’artista Marina Profumo interpreta un percorso pittorico impreziosito non solo di forza emotiva e di profondi contenuti, ma anche di vero sentimento poetico.

M. Malì


"Roma d'Insonnia"

...Linee d'orizzonte, fenditure di luce, crespe di colori si perdono in un ritmo interminato sulle tele di Marina Profumo. Si creano paesaggi di vastità indefinita, lo spazio si annulla di luminosità, il tempo si avvolge su se stesso, come fosse il respiro. Sono territori distesi, che non fermano lo sguardo, che non limitano l'attenzione, ma quasi avvincono la percezione, la amplificano e la riverberano su piani paralleli. Sono luoghi incantati, privi di gravità e forma, creati per la suggestione, per la separazione da ogni sollecitudine ed ansia, pensati per la libertà.

Francesco Giulio Farachi


La pittura di Marina Profumo si articola secondo una poetica intonazione astratto-metafisica che risulta estremamente piacevole e affascinante. Infatti, la ricchezza di contenuti di questa esperienza creativa offre la possibilità all'osservatore di cogliere elementi particolarmente pregnanti della realtà oggettuale mediante una riflessione, in forma lirico-pittorica, nella quale perdersi piacevolmente all'infinito…

Alla Galleria Immagini di Cremona, fra le opere "in permanenza" abbiamo potuto apprezzare di pezzi assolutamente degni di nota.
Il primo, intitolato "Confusione", si caratterizza per una serie di figure e forme che, a un ritmo vertiginoso, si espandono nello spazio, "inoltrandosi" se possibile, in esso, al ritmo, mentale e onirico, di una rappresentazione mai casuale, né, tanto meno, banale, di componenti emozionali di vasta caratura surreale.
Ed è assolutamente esaltante scoprire, in ogni minima porzione della tela, come elementi schiettamente oggettuali, possano diventare, sotto gli occhi dell'osservatore , componenti soggettivi. Tale "passaggio" si ha pure osservando la seconda opera presente nelle sale di via Beltrami, nel cuore pulsante della città di Stradivari.
L'oblio , "Indifferentemente Oscuranti" , si carica di mistero e, allo stesso tempo di rivelazione, una rivelazione introspettiva che, come la luce blu che si apre verso un forse ipotetico orizzonte, rischiara alla mente i molteplici significati dell'opera , e dell'Opera d'arte in senso più generale.

Dott. Simone Fappanni

Marina Profumo: l'arte dell'Es
di Guido Folco
Uno sguardo impietoso sulla società arrivista di oggi, disposta a calpestare tutto e tutti pur di affermare la propria supremazia; un'indagine approfondita e sensibile sulla contemporanea manipolazione di massa delle persone, del pensiero, delle idee, occultamente e cinicamente messa in atto dai media: Marina Profumo opera concettualmente sia sulla scelta dei materiali, sia sull’idea su cui si fonda la sua poetica e lo fa con l’energia e l’originalità creativa del linguaggio di oggi, della provocazione mai fine a se stessa, ma fortemente veicolata da un messaggio concreto, attuale, simbolico. Il percorso artistico di Marina Profumo approda, dopo una formazione attenta e scrupolosa, curiosa ed eclettica e a seguito di esperienze significative, ad un'arte matura, potente, drammaticamente ironica, che trova nella quotidianità ispirazione e vibrante partecipazione, senso tragico e afflato purificatore. In alcuni lavori recenti, sculture totemiche realizzate con oggetti di recupero come scarpe e stivali, la ragione finisce per essere sostituita dall’istinto e nel gesto irriverente del calpestare si insinua la sopraffazione, metaforicamente rivolta ai più deboli, agli esclusi, agli emarginati. L'artista coglie con ironica drammaticità, nello stivale tricolore accartocciato su se stesso, percorso da simboli politici e partitici, la realtà odierna del nostro Paese, imbellettato da ideologie sterili e sfruttato come una vecchia calzatura da buttare via. La sua necessità di rivolgere lo sguardo alla società e al malessere dell’uomo rende l’artista profondamente pungente. L’Italia diventa simulacro di bellezza e di felicità, troppo spesso lacerata da problemi che appaiono, a volte, irrisolvibili. Anche i "cervelli" imprigionati, legati da fil di ferro, celano, sotto una struttura piacevolmente cromatica e ordinata, l'abisso della libertà perduta, di una società che rinnega l'Essere, l'unicità dell'uomo per inseguire utopie fallaci di potere. Nei suoi ‘cervelli’ legati, imprigionati dall’immagine del denaro è rappresentata la ricerca spasmodica della ricchezza e del consumismo e il medesimo concetto viene espresso anche in contesti e con opere diverse, eppure assimilabili concettualmente. Ad esempio, una Sindone strutturata come una croce, bloccata, inchiodata da spine di acacia, testimonia il dolore dell’uomo e la sua possibile salvezza, non soltanto spirituale, ma anche fisica e sacrale. L'effetto si avvale anche del gioco raffinato della luce, riflessa, viva nel suo percorrere la superficie del modellato, alternando abissi oscuri di ombre e lucenti redenzioni, come ad indicare la continua lotta dell'Uomo per la sopravvivenza del corpo e del cuore. Un elemento che arriva all'artista da lontano, dalle sue prime esperienza pittoriche, in cui luce e colore assumevano valenza purificatrice e simbolica. In altri lavori Marina Profumo circoscrive lo spazio con strutture metalliche che disegnano profili di volti senza sguardo, vuoti contenitori del nulla: è la denuncia degli effetti del mondo moderno sull'uomo, che l'artista ha inizialmente indagato, meditato in se stessa, passando dall'introspezione personale alla riflessione sull'universale, per poi rendere il suo linguaggio espressione di un sentire profondo e condiviso. Alla base dei lavori di Marina Profumo vi è innanzitutto una sperimentazione costante sui materiali, dagli assemblaggi all’utilizzo di oggetti di uso quotidiano, dal cemento al plexiglass e attraverso tale ricerca si evidenzia come la creatività di oggi entri direttamente nell’esistenza comune del tessuto sociale. Il concetto che guida l’idea è, inoltre, sempre da stimolo per un'adeguata considerazione sulle problematiche più attuali: dal disagio all'isolamento, dall'intolleranza all'egoismo, dall'eterno dualismo tra Bene e Male all'inconsistenza della sfrenata corsa al denaro e al successo. La pittura tradizionale diventa, per Marina Profumo, un punto di partenza che, proseguendo nel suo percorso, assume la necessità di concretizzare e dar vita all'Uomo, anche fisicamente, strutturando la figura in tre dimensioni, evidenziando il contrasto tra pieni e vuoti, anche e soprattutto simbolici, attraverso il modellato scultoreo e l'utilizzo di materiali grezzi come ferro, resine, plastiche, pelle, carta. Nell'arte entrano così elementi comuni, caratterizzati nel loro utilizzo, ma piegati ad una espressività diversa, esterni alla tradizione, che Profumo interpreta come estensione del suo punto di vista, come mezzo per rappresentare l'attualità del mondo e della creatività. La visione del mondo e di se stessa rende ogni opera di Marina Profumo un percorso ermeneutico, interpretativo, sul senso dell'esistenza e sull'inconscio. In un libro molto illuminante dello psicoanalista tedesco Georg Groddeck (1866-1934) intitolato "Il libro dell'Es", l'inconscio non è solo una parte della psiche personale, ma la potenza stessa attorno a cui si muove il nostro mondo. L'Es, la parte più nascosta e sconosciuta del nostro animo, della nostra personalità, si manifesta sotto forma di linguaggio, anche figurativo, musicale, artistico, divenendo il motore della società, delle nostre scelte, della nostra idea di vita. Marina Profumo è quindi un'interprete sottile della coscienza e dell'Es, dei desideri, delle pulsioni, delle paure, dei sentimenti, che esprime con istintività diretta e appassionata ricerca, quasi una sensibile, agrodolce psicoanalisi del quotidiano.

Marina Profumo: The Art of Id
by Guido Folco
A ruthless glance at today's careerist society willing to trample on everything and everybody just to assert its supremacy; an in-depth and sensitive survey of the present-day mass manipulation of people, thought, ideas secretly and cynically carried out by the media: Marina Profumo works conceptually both on the choice of materials and on the idea her poetics is based upon, and she does so using the energy and creative originality of today's language, of groundless provocation, yet strongly spread by means of a concrete, modern and symbolic message. After a scrupulous, painstaking, enquiring and eclectic training as well as meaningful experiences, Marina Profumo's artistic path leads to a mature, powerful and dramatically ironic art that finds inspiration, vibrant participation, tragic sense and cleansing afflatus in everyday life. In some recent works, which are totemic sculptures made using recycled objects such as shoes and boots, reason ends up being substituted by instinct, and into the disrespectful act of trampling injustice metaphorically addressed to the weakest, the excluded and the outcast creeps in. In the rolled up tricolour boot strewn with political and party symbols, the artist detects with ironic dramatic force today's reality of our Country embellished with sterile ideologies and worn out as if it were an old shoe to be thrown away. Her need to turn her eyes to society and to the uneasiness of mankind makes the artist deeply pungent. Too often racked with problems that at times seem unsolvable, Italy becomes the simulacrum of beauty and happiness. Under a pleasantly chromatic and tidy structure, wire-netted imprisoned "brains" conceal the chasm of lost freedom, of a society that denies the Individual, the oneness of man, to pursue false utopias of power. Her tied up “brains” trapped in the image of money symbolize the frantic search for wealth and consumerism, and the same concept is also expressed in different yet conceptually assimilable contexts and works. For instance, a Shroud shaped as a cross, stuck and nailed by means of acacia thorns, bears witness to man’s grief and his possible salvation, which is not only spiritual, but also physical and sacral. The effect avails itself of the sophisticated trick of light, reflected and vivid while it travels over the surface of the shaping, which alternates shadowy dark chasms and bright deliverances to denote the endless struggle of Man for the survival of body and heart, an element that comes to the artist from very far, that is, from her first pictorial experiences where light and colour took on cleansing and symbolic significance. In other works, Marina Profumo circumscribes space using metal structures that outline the profiles of blank faces, empty containers of nothing: this is her denunciation of the effects of the modern world on man, which at first the artist has looked into and thought out passing from personal introspection to meditation on the universal, and then she has made her language an expression of deep and shared feelings. At the root of Marina Profumo’s works is above all steady testing of materials, from assemblages to the use of everyday objects, from cement to Plexiglas, and through such research it is shown how creativity today penetrates straight into the common life of the fabric of society. Moreover, the concept leading the idea is always a spur for a due consideration of the problems of our age, from uneasiness to isolation, from intolerance to selfishness, from the eternal contrast between Good and Evil to the flimsiness of an unrestrained race for money and success. For Marina Profumo, traditional painting becomes a starting point which, while on its way, urges to give concrete form and life (also physically) to Man, giving shape to a tridimensional figure and thus highlighting the contrast between full and empty shapes, also and above all symbolic, through the sculptural shaping and the use of raw materials such as iron, resins, plastic, leather and paper. Therefore, common elements characterized by their use enter art, but they are forced to convey different expressive power and be confined to stay out of the tradition that Profumo interprets as an expansion of her perspective, as a means to portray the topicality of the world and creativity. Marina Profumo’s outlook of the world and of herself makes every work of hers a hermeneutic and interpretive analysis of the meaning of life and of the unconscious. In a very enlightening book written by the German psychoanalyst Georg Groddeck (1866-1934) and titled “The Book of Id”, the unconscious is not only a part of personal psyche, but also the power itself around which our world goes round. Id, the most secret and unknown part of our soul and personality, reveals itself in the form of langauge, including figurative, musical and artistic, thus becoming the driving force of society, of our choices, of our opinions about life. Therefore, Marina Profumo is a subtle interpreter of the conscience of Id, of the desires, drives, fears and feelings that she expresses by means of strightforward instinctivity and keen research, almost a sensitive, sweet-and-sour psychoanalysis of everyday life.


L'arte inquieta di Marina Profumo
di Guido Folco
Da quando ha iniziato a dipingere, Marina Profumo ha percorso le 'strade blu' della nostra esistenza, quelle vie poco note, sconosciute, nascoste, che a volte non sappiamo neppure che esistano. Sono visioni sorprendenti, che stupiscono perché inattese, scenari e panorami della nostra anima che si aprono improvvisamente ai nostri occhi. Così l'artista esprime il suo desiderio di conoscenza, l'inquieto e strisciante malessere della nostra società, senza propugnare soluzioni improbabili, né impartire lezioni di etica, ma osservando con audacia e realismo una cartografia dell'Uomo e della vita ricca di inesauribili scoperte. Il viaggio di Marina Profumo inizia sui sentieri inesplorati di se stessa, perché per comprendere il mondo, è indispensabile sapere chi siamo e nei suoi lavori pittorici d'esordio è evidente l'afflato irresistibile verso la dimensione inafferrabile dello spirito. Il flusso dolcemente cromatico, surreale e intriso di luce sembra presagire una speranza di felicità, socchiude le porte misteriose dello spirito, attraverso cui filtrano spiragli di salvezza. Da questa ricerca interiore, intrapresa e percorsa con sguardo innocente e severo sul proprio Io, il linguaggio dell'artista diventa inevitabilmente più complesso, fino ad affiancarsi prepotentemente al desiderio e all'impulso di indagare l'Altro, un nuovo universo di emozioni e illusioni. Questa dimensione introspettiva guida l'artista ad inoltrarsi oltre le colonne d'Ercole della conoscenza, per affrontare l'ignoto di un oceano inesplorato in cui vive e si muove l'essere umano: è il mondo delle pulsioni, degli egoismi e delle paure, dell'inafferrabile eppur tangibile senso di impotenza al cospetto della brutalità e dell'insensatezza dell'uomo. Da qui riparte il viaggio di Marina Profumo, che dopo aver attraversato se stessa tenta di esplorare la diversità, l'emarginazione, il malessere di una società troppo spesso vittima del potere e della bramosia. La conseguenza è di dar vita e forma a tale pensiero e desiderio, a questa inesauribile voglia di conoscenza dell'essenza della società, dei suoi meccanismi a volte perversi che rendono l'uomo schiavo di se stesso. L'artista ricorre così alla scultura per identificare il vero e lo fa costruendo simulacri di verità, involucri metallici antropomorfi svuotati di identità negate, cervelli imprigionati in reticoli da cui è impossibile evadere, perché questa società impone illusioni e utopie sconsiderate, flautati canti di sirene ammaliatrici che si riveleranno malefiche condanne. Marina Profumo è quindi un'instancabile viaggiatrice dei nostri giorni, che ama scoprire la realtà imparando a conoscere se stessa e il mondo, ricercando nella materia e nella manipolazione di oggetti quotidiani una speranza di rinnovamento. Non è un caso che oggetti di recupero come scarpe, stivali, plastiche, corde, metalli possano assurgere a nuova vita artistica attraverso la metamorfosi di se stessi: quasi una metafora utopistica della vita, un sogno purificatore che conduca l'uomo, finalmente, dal caos distruttivo della sopraffazione alla perfezione di un'esistenza etica.


Riviste e Recensioni

"Exibart" Novembre 2004.
"Espoarte" Ottobre/Novembre 2004.
"Arte Mondadori" Settembre 2005
"Il Convivio" di Catania Ottobre-Dicembre 2005

"Il Corriere dell'Arte" Torino 26/11/2005
Riguardo la mostra in Novembre 2005 a Torino:
"L'artista ligure Marina Profumo si esprime e rende
visibili i suoi sentimenti rappresentando inquietudini e
temi che riguardano l'animo umano, dopo i suoi primi
oli che risalgono al 1978, la carriera artistica di
Marina Profumo subisce un'accelerazione, continuando
a dipingere ininterrottamente ed instancabilmente in
maniera appartata tant'è che soltanto nel 1998 decide
di allestire le sue prime esposizioni. Di lei il critico
d'arte M.Malì ha scritto: "L'artista Marina Profumo
porta avanti in maniera assolutamente personale e
suggestiva un percorso pittorico coerente ed
autonomo dall'innegabile fascino; ella, seguendo
un'armonica e calibrata sintesi costruttiva infonde
alle sue opere una sapiente figurazione che si
dilata sulla tela......
Nella attuale mostra presso i locali della Galleria
d'arte "La Telaccia" l'osservatore viaggerà con le
emozioni, perchè l'artista interpreta un percorso
pittorico impreziosito non solo di forza emotiva e di
profondi contenuti, ma anche di vero sentimento
poetico"

"EFal Il Giornale" Milano
Riguardo la mostra in Novembre 2004 a Genova:
"…nelle sue opere, la dimensione spaziale proviene
dalla contemplazione della superficie del mare,
lungo la linea incerta che lo separa dal cielo. Sono i
colori a esprimere gli stati d’animo desiderati e
che convogliano l’attenzione verso un centro da cui
cui iniziare il momento riflessivo."


"Il Secolo XIX" Genova 17/12/2004
"…l’esposizione di Marina Profumo, attendibile,
soprattutto, per le suggestioni intellettuali
convogliate percettivamente nelle immagini
pittoriche mostrate: la linea orizzontale.
Le parallele e i colori espressivi dello stato d’animo."


*****

English biography

Marina Profumo was born in 1960 at Ceranesi, near Genova, where she still lives.
Despite her natural gift for artistic subjects, her studies and then her work are far from them. Yet her bent and eagerness to express herself, to show her feelings, to portray her anxieties, to materialise themes dealing with human nature instinctively lead her to paint.

Her first oil paintings go back to 1978. They are very introspective and intense works. For example, the paintings titled “Verso il futuro” (“Towards the Future”) and “Tempesta” (“Storm”) belong to that period. She tirelessly keeps painting aloof from everyone. In fact, it is only in 1998 that she decides to organise her first exhibitions. A broader audience can finally admire her works, such as “La Via” (“The Way”) or “Resistere” (“Hold On”), where the hard and difficult aspect of our life shines through, “Dualità” (“Duality”), with the eternal attraction/repulsion, coexistence/separation of good and evil, “Supplica Sterile” (“Useless Plea”), the weak’s prayer to the powerful to stop abuses, as well as “Il Dono” (“The Gift”) or “Gli Innamorati” (“Lovers”), where wonder and sweetness tenderly surround the onlooker.

They are surrealistic images, which indeed do not draw inspiration from any current in that it is painting coming from an introverted isolation and the fruit of Marina’s personal inspiration. As she often says, they are paintings to read carefully.

Lately, her love for colour and impressions, as well as her need to try new, different, and less explicit ways to express her emotions, has caused Marina to become extremely essential. Around 2003, new works are painted. The intricacy of her subjects changes, images get easier and are reduced to the minimum: colour, movement, depth, and, above all, light.
Light is not merely an optical effect, but enlightenment of the mind, heat of the heart, a mirage of fullness and happiness.
Before these canvases, our eye and soul move freely and fluctuate, hypnotically attracting each other. They are dragged into the paintings and we are forced to meditate.

From introspection to meditation, and then to the analysis of the world around us: the artist slowly changes her perspective focusing her interest on modern man's behaviour and its effects. Starting from 2006 topical issues recur: one has works on global politics, such as "Political Meddling" and "White Arrogance", and on women, such as "Free" and "Soar”. The material used to paint becomes thicker. Before actually working on it, the canvas is prepared by spreading oil and thicker and thicker acrylic paste, and even sand. At a certain point, though, too realistic subjects appear in the artist's mind to be painted. They are subjects that need to have their own body, their own real shape.

Thus, in 2007, the sculptural phase starts. Marina assembles concrete, ropes, paper, wire netting, printed plastic sheets and paint. Anthropomorphic sculptures have a wire netting head with a nose and a mouth, but no eyes or ears, which, like the senses of hearing and seeing, are assimilated to the ability to understand, to realise, and therefore have to be omitted in this context just because her works' focus is to point out man's inability to behave sensibly.
Manufactured in paper, wire netting and rope, these sculptures are stories of everyday human folly, such as pollution, religions, the obsession of aesthetics, hatred. Even in the sculptures where the "grid head" is not present, such as in “Tsunami Brain”, “Imprisoned Brain” or “Out of Place", the protagonist is always man and his being foolish and a prisoner of himself; man who, as a result of his wrong behaviour, is heading towards self-destruction.
   
   
 

E-Mail marinaprofumo@alice.it

Tel 010.783591- 347.9186541

www.marinaprofumo.it


Marina Profumo
Via Sareto 28/1
16010 Ceranesi Genova


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