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  Mario Bourguet
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Nota biografica

1937 – Mario Bourguet nasce nella città di Oaxaca, Messico, il 12 ottobre

1954 – Inizia la sua formazione artistica nella bottega di suo padre, riconosciuto ebanista, con cui collabora nella realizzazione dei due “retablos”, pulpito e comulgatorio della Chiesa di Santo Domenico in Oaxaca, Oax. Dal contatto e dallo studio della cultura precolombiana e dall’arte coloniale messicana, nasce in lui l’inquietudine e la possibilità di scoprire quegli elementi che formeranno il suo bagaglio di idee e il punto di partenza delle sue ricerche.

1964 – Il desiderio di approfondire i suoi conoscimenti e di avere nuove esperienze al di là dell’ambiente di Oaxaca, lo impulso a viaggiare all’estero. Visita Colombia, Venezuela. In Spagna frequenta l’Accademia di Belle Arti di Madrid e lavora nello studio dello scultore Fernando Cruz Solìs. Realizza viaggi all’interno della Spagna ammirando le manifestazioni artistiche del paese. Visita il Portogallo e Francia.

1967 – Trasferisce la sua attività in Italia. A Roma lavora nello studio dello scultore Alessandro Tagliolini, sperimentando con nuove tecniche di lavoro e lavorando in pro di una scultura per spazi aperti. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma. Realizza viaggi di studio per l’Italia.

1971 – L’Ambasciata Messicana in Italia, gli organizza un’esposizione personale nell’Istituto Italo-Latinoamericano di Roma. Ritorna in Messico. Partecipa nel Primo Salone Annuale di Scultura, organizzato dall’Instituto Nacional de Bellas Artes a Città del Messico.

1972 – Esposizione personale all’Alliance Française di Oaxaca. È invitato dallo scrittore Sergio Magaña e dall’Università di Oaxaca a riorganizzare la sezione di scultura della Scuola di Scultura di Belle Arti; è nominato cattedratico di scultura e posteriormente direttore di detta scola.

1973 – L’Arch. Jaime Ortiz Lajous, da parte del Governo Federale del Messico, gli incarica la realizzazione delle sculture per le 4 fontane dello localo nel centro della città di Oaxaca.

1974 – Il Governo Federale del Messico lo invita, insieme ad altri scultori come: Manuel Felguérez, Sebastiàn,Helen Escobedo e Pedro Cervantes, a presentare un progetto di scultura monumentale in occasione della rimodellazione della città di Tijuana, B.C. (Bassa California), Messico. È assunto dal Governo Federale, come responsabile alla conservazione e restauro dei monumenti di Oaxaca. Partecipa attivamente nella direzione dei lavori di restauro all’interno della chiesa di Santo Domenico di Oaxaca e di altre numerose chiese della regione, danneggiate dal tempo e dai movimenti sismici, così come di importanti edifici storici della città classificati come Patrimonio della Nazione, fra cui l’ex-convento di Santa Caterina. Parallelamente continua la sua attività artistica disegnando, scolpendo, ricercando nuove tecniche di espressione artistica.

1975 – L’Arch. Martìn Ruiz Camino lo invita a realizzare il murale scultorico nel ristorante del albergo “Camino Real”, situato nell’ex-convento di Santa Caterina a Oaxaca.

1976 – Su invito dell’Arch. Rafael Ballesteros, realizza il basamento in pietra di Ixcotel, per il proiettore del nuovo planetario di Oaxaca.

1978 – Dirige i lavori di restauro della chiesa di Tlacochahuaya (Tlacolula), Oax. (pittura murale alla tempera), e della facciata principale della Cattedrale di Oaxaca.

1980 – Restauro della facciata in pietra della cosidetta “Casa di Cortés”, oggi sede del Museo di Arte Contemporanea di Oaxaca (attualmente M.A.C.O.). Restauro dell’interno della Cappella del Rosario, nella chiesa di Santo Domingo di Oaxaca (stucchi).

1982 – Realizza la scultura monumentale in cemento armato, per la commemorazione del 450° anniversario della fondazione della città di Oaxaca.

1983 – Realizzazione in pietra di Ixcotel delle due sculture per le fontane dei due cortili interni della “Casa di Cortés” (attualmente M.A.C.O.).

1987 – Realizza la scultura in bronzo di 3,50 mt. di altezza del “Cristo della Ricostruzione”, per la Cattedrale della Città del Messico, incaricata per simboleggiare il recupero della città dopo il terremoto del 1985.

1989 – Realizza la grande croce Atriale di 3,00 mt. di altezza, in pietra di Suchilquitongo, Etla, Oax. Per la chiesa della Vergine di Juquila, Oax.

1990 – Realizza il gruppo scultorio della Vergine di Guadalupe e di Juan Diego, di 2,50 mt. di altezza, in pietra di Suchilquitongo, Etla, Oax. Su incarico della Fondazione per l’appoggio delle Comunità, a Calco, Stato del Messico.

1992 – Dalla coordinazione di Sviluppo Urbano del Governo Statale di Oaxaca, gi vengono incaricati studi e gestioni preliminari per il riscatto e restauro dell’ex-convento di Santo Domingo, usato per vari anni come caserma militare da un Reggimento dell’Esercito Nazionale Messicano.

1993 – Direzione tecnica nei lavori di restauro del teatro Macedonio Alcalà di Oaxaca, Oax.

1995 – È invitato dalla Facoltà di Lingue Straniere della U.A.B.J.O. (Universidad Benito Juàrez de Oaxaca) ad impartire un corso di Storia dell’Arte Messicana (precolombiana e coloniale), ed Apprezzamento Artistico, a studenti del Kalamazoo College del Michigan, U.S.A.

2000/2005 – Realizza vari viaggi all’estero visitando in varie occasioni: Belgio, Francia, Spagna, Italia.
Partecipa in differenti esposizioni collettive in Spagna, Italia e Messico.


Antologia Critica

Oggi, più che mai, l’attività artistica è profondamente radicata nel campo sociale: nella moderna società industriale l’arte non è più un privilegio di pochi. La creazione artistica, intesa come attività carismatica, esercitata nell’ambito di una stretta elite, è sparita. Allo stesso modo sono spariti i piccoli circoli che monopolizzavano la fruizione delle opere d’arte che sono invece ora patrimonio di gruppi ogni volta più estesi.
Le opere d’arte sono entrate a formar parte del meccanismo delle leggi economiche, per cui sono trattate come mercanzia coincidendo così, ogni volta di più, il successo artistico ed il successo economico. Tutto questo non implica, contrariamente a ciò che mlti potrebbero pensare, che sia venuta a meno la qualità artistica. Le tecniche di comunicazione, produzione e consumo, proprie della società industriale, contribuiscono efficacemente a far sì che l’attività immaginativa si inserisca nel campo sociale e viceversa.
Mediante il cinema e la televisione, soprattutto, l’individuo si è abituato a vedere la vita come uno spettacolo; la storia gli appare come una teatralizzazione di vaste proporzioni in cui egli partecipa in qualità di spettatore.
A forza di vedere e scoprire il mondo attraverso questi mezzi, finisce per non reagire davanti agli avvenimenti come davanti a cose reali.
Dopo aver ricevuto in immagini una dose quotidiana di crimini, guerre e catastrofi, gli rimane difficile reagire umanamente e politicamente davanti a fatti reali: finisce per confondere ciò che è immaginario.
Questo cambio nella percezione collettiva della rappresentazione dei fatti, fa sì che il pubblico si abitui a percepire anche l’opera d’arte come qualcosa che ricorda l’accaduto storico in se stesso. Le implicazioni estetiche che in scultura questo comporta sono la tendenza alla realizzazione plastica dell’evento puro ed una maggiore importanza dell’azione in se stessa, lasciando da parte ogni artificio.
Queste caratteristiche sono presenti anche in letteratura, nel teatro ed in altre manifestazioni dell’arte. Tutto si riduce al minimo essenziale. La valorizzazione dell’accaduto portata all’estremo non è altro che l’”happening”:evento o azione nel momento in cui si realizza.
Ciò che viene rappresentato non è altro che una spontaneità che s’inventa nel momento stesso d’essere espressa. Bisognerà tener conto di questo tratto della sensibilità moderna se si vuol comprendere la ricerca espressiva di Bourguet.
In questa assimilazione dell’avvenimento immaginario e dell’evento reale – in questo avvicinamento portato al massimo dell’opera d’arte e dell’evento storico – la rappresentazione reale della storia e la rappresentazione estetica si identificano. La vita e l’attività immaginaria, in tutti gli aspetti dell’esistenza, si amalgamano.
Proprio a causa di questa confusione dell’evento immaginario con l’evento reale, la creazione artistica autentica, se vuole essere efficace, deve ricorrere a espressioni nuove, più intense e paradossali. Anche per questo l’artista non desidera unicamente che la sua opera sia contemplata e basta. Non vuole che sia uno spettacolo che si sostituisca alla vita.
È qui, allora, che la sua creazione si spoglia di retorica e di elementi regressivi. Facendosi semplice e sintetica diventa elemento di passaggio, segno che spinge la nostra attenzione più in là di se stesso: l’opera d’arte implica in sé la necessità di essere trascesa.
La scultura di Bourguet dà importanza all’atto reale nel momento in cui si trasforma in segno. I suoi “Torsi” valorizzano l’avvenimento uomo-tecnica con una lucidezza ed efficacia tali, che non sono già descrizioni della realtà, ma subitanee rivelazioni di questa: la sua rappresentazione plastica non ammette commenti al margine di questo evento che lui rappresenta senza artifici. La scultura attuale fatta in funzione della città si inserisce, come i monumenti, nello spazio in cui si svolge la vita quotidiana, ma differisce da questi profondamente. Mentre i monumenti, testimoniando il passato della società, hanno una funzione celebrativa o didattica e catalizzano i sentimenti di quasi tutta la società, sollecitando nei suoi membri il senso di appartenenza ad essa, la scultura attuale diventa segno solo nel momento in cui fa nascere partecipazioni fugaci negli spettatori.
Più che guardare il passato tende verso il futuro, insinuando nel pubblico una nuova sensibilità, una nuova forma di comunione e comunicazione che oltrepassa l’appartenenza ad una società o ad una cultura determinata; ma questa comunione, realizzandosi solo momentaneamente nel pubblico, ogni volta diverso, che usufruisce dell’opera d’arte, è sempre differita nel tempo. L’arte non si può far passare unicamente per un finzione: l’opera artistica possiede una forza che gli deriva non solo dal suo carattere di invenzione e astrazione, ma anche dalla sua attinenza con la realtà, inclusa la più banale.
Abbiamo così il “collage”: in pittura il quadro consiste di disegno, colore e di materiali diversi (cartone, carta, lamina, ecc.). In letteratura una poesia può essere composta da slogans, frasi di uso corrente o prese da annunci pubblicitari, ecc.
Secondo Bourguet questo si dovrebbe cristallizzare in opere fatte in funzione del contesto urbano, nelle quali si concilino la vita reale e l’arte, la funzionalità e la bellezza; per esempio: uno spazio composto di eventi reali (piazze, giardini, incroci di strade, automobili di diversi colori e misure, gente che cammina, ecc.) e di eventi immaginari espressi nella forma data ad una struttura fissa. L’opera d’arte si fa ogni momento diversa, benché la sua struttura sia sempre la stessa.
Ogni uomo che passa, ogni auto che transita, si inserisce e coadiuva alla creazione presente della scultura. È questo, in fondo, un modo di realizzare il sogno dell’artista: la trasformazione della società per mezzo dell’arte e la realizzazione dell’opera artistica in perfetta comunione con la società.

Juan Preciado


INCONTRO DI CIVILTA’ Nell’arte di Mario Bourguet

Passato e presente,civiltà amerinde pre –colombiane e culture mediterranee,sono un patrimonio estetico rivissuto e rinnovato con senso stilistico personalizzato nella scultura e pittura di un Maestro delle arti figurative: Mario Bourguet. E’ un Artista, con la A maiuscola ,messicano, ma che soggiorna per lunghi periodi a Roma dove nel passato ha frequentato l’accademia di belle arti, fra un viaggio e l’altro in vari paesi centro americani e euromediterranei, cogliendo i valori della universalità dell’arte nelle espressioni proprie delle varie aree culturali per tradurre nell’unità espressiva delle sue opere. Come ho già avuto occasione di osservare in varie manifestazioni nelle quali esponeva sculture e quadri, le sue composizioni plastiche hanno indubbi echi con la espressività volumetrica precolombiana,ma anche con quella cartaginese e ancor prima con quella maltese,mentre la sua pittura e grafica risentono delle ispirazioni greco-pompeiane e italiche successive, fino ai nostri tempi, nel cogliere,in un caso e nell’altro la essenzialità delle forme,l’armoniosità delle positure.La particolarità evidente nella maggior parte delle sculture ed in tante sue opere grafiche,a sanguigna o pittoriche vere e proprie è l’uso basilare del geometrismo dei solidi plastici e dei poligoni figurativi,sempre ammorbiditi nell’interpretazione stilistica delle forme,siano quelle femminili profane,che in quelle dell’arte sacra di cui sono ricche chiese e monumenti della sua zona originaria messicana di Oaxaca.

Sensibilità e intensa ispirazione artistica-nelle varie tecniche espressive,spontaneità di fede,ricerca assidua delle manifestazioni della creatività dei vari popoli nel corso dei secoli e nell’attualità per farne propria l’unità e l’universalità, grande modestia nei suoi rapporti con gli altri,pur nella ricchezza del suo sentire,delle sue esperienze e realizzazioni,delle sue comprovati doti, sono le componenti della sua personalità,di quello che in altri tempi avremmo chiamato il suo Umanesimo.Mario Bourguet,l’Artista della Pangea, del tempo che passa ma permane ,di radici della storia dell’uomo e del suo divenire senza perdere l’eredità remota ,ora ritrovata e innovata con i doni della creatività che gli è propria. L’Italia,l’Europa,il Mediterraneo,il mondo dell’arte, gli amanti dell’estetismo avrebbero tanto da imparare da lui e dalle sue opere.L’Accademia dell’Unione Europea dei Critici d’Arte e Lettere auspica che gli Enti Pubblici e Culturali colgano la occasione della sua presenza a Roma per promuovere mostre e manifestazioni atte a meglio far conoscere questo Artista e le sue opere che rappresentano una forma di ritrovata unità di popoli, storie, civiltà,per quella integrazione culturale oggi esiziale in un tempo ed in un mondo globalizzato.

prof. Carlo Savini
Presidente della Accademia
Della Unione Europea
Dei Critici d’Arte e Lettere.
   
   
 

E-Mail mario.bourguet@gmail.com

Tel 06.79847324-




Mario Bourguet
Via delle vigne di morena 112/E 00118 Roma -
Atelier di Scultura a Montoya Oaxaca, Messico


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