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La surrealtà delle cose quotidiane
Olga Formisano appartiene idealmente alla scuola del realismo e della trasfigurazione metafisica, che ha in Gregorio Sciltian e, in parte, in Giorgio De Chirico i maggiori esponenti dei nostro tempo. Per questo la Formisano sembra lontana da ogni problematica dell'avanguardia. Il suo è un modo sensibile di intuire la realtà come un mondo domestico, rassicurante, inserito in un profondo sentimento della vita. Una pittura che non prescinde dalla capacità fondamentale del disegno, dalla forza visiva dei chiaroscuri. Ottima la scelta dei colori, delle luci. Una scenografia applicata a soggetti statici, come le nature morte, portate in primo piano, centralmente, oggetti-soggetti: arance, mele, bottiglie, con le loro ombre e la loro ambiguità, nell'essere "cose". I colori sono densi, nitidi: marroni, neri, verdi, che suddividono lo spazio sulla tela. Una pittura studiata, non zuccherosa, che tende a superare la realtà. La cosa più umile, più quotidiana diventa, sotto il pennello di Olga Formisano, un simbolo, un mistero.... Una pittura che si fa discorso, memoria del vissuto, ordine dei sentimenti domestici e familiari, emozioni private. La qualità dell'arte non dipende dall'accordo coi temi temporali, che vanno dal presente al futuro. Nessuna inquietudine sembra sfiorare il mondo di Olga Formisano, ma neppure l'arido esibizionismo dell'iperrealismo americano. Né l'appassionata sincerità dei linguaggio pittorico si oppone alla controllatissima fantasia, alla serenità cromatica, all'osservazione attenta e memoriale, fino a portare il tutto sul piano dell'ideale estetico. (Raffaella Del Puglia)
Olga Formisano vive e opera a Roma. Ha frequentato la "Scuola delle Arti Ornamentali" di Roma ed è stata allieva del Maestro Giovan Battista Salerno. Una sua opera raffigurante i SS. Cosma e Damiano è sita presso il Monastero dell'omonima Basilica. Si è presentata in molte mostre personali e collettive e partecipato a numerosi premi, ottenendo ovunque larghi consensi dal pubblico e lusinghieri apprezzamenti da parte della critica più qualificata. Nel 1993 ha ricevuto in Campidoglio il premio “La donna nella cultura”.
Principali mostre collettive e personali:
1990 Centro d’Arte “Le Camene”-Roma; 1991 Palazzo Valentini-Roma; 1991 Abbaye De Forest-Bruxelles; 1992 Centro d’Arte “Le Camene”-Roma; 1993 Galleria “Il Leone”-Roma; 1994 Galleria “Athena Arte”-Roma; 1994 Galleria “Spazio Oltre”-Roma; 1994 Chianciano Arte; 1994 Euro Art Expo’- Verona; 1995 Artexpo-New York; 1996 Galleria “Dei Soldati”-Roma; 2000 via Margutta-Roma; 2001 via Margutta-Roma; 2002 via Margutta-Roma; 2003 via Margutta-Roma; 2004via Margutta-Roma: 2004 Arte Padova: 2005 via Margutta-Roma; 2007 Cento Pittori di via Margutta. |