 |
 |
| |
Zingaretti
|
|
| |
|
|
| |
 |
|
Nato a Roma nel ’47, dopo gli studi classici e tecnici inizia il suo apprendistato sotto la guida del padre “Antonio” valente ritrattista; poi, col francescano “Ugolino da Belluno”, apprende buona parte delle tecniche pittoriche.
Lavorando ad olio sviluppa il tema dell’emarginazione sociale dipingendo barboni, prostitute, invertiti, in una parola i “diversi”.
Affascinato dagli acquerelli di “Ettore Roesler Franz” nella cosiddetta “Roma Sparita” abbandona quasi definitivamente l’olio per dedicarsi alla pittura ad acqua ricevendone lusinghieri consensi.
Nell’81 partecipa a scopo benefico ad una cartella serigrafia con i nomi più prestigiosi dell’arte italiana quali: Annigoni, Purificato, Fiume, Brindisi ed altri. Nell’85 fonda l’associazione culturale “Roma che Scompare”. Nell’86 la RAI-Corporation ed il Ministero dei Beni Culturali sponsorizzano una sua mostra a New York e lo stesso Ministero, nell’88, organizza una sua esposizione presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Nell’89, presso la Sala delle Navi del Complesso Monumentale di S.Michele a Ripa, sede del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, espone in una grande mostra personale i suoi lavori, ottenendo un autentico successo di pubblico e di critica tanto da imporsi nel mercato dell’arte tra i migliori acquerellisti.
Nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti svariati premi tra i quali: la medaglia d’oro dell’EPT di Roma, referendum popolare al Maschio Angioino di Napoli, primo premio nazionale della BNL al Chiostro del Bramante di Roma, Cavalletto d’argento assegnatogli dalla senatrice Rosa Russo Iervolino ed altri.
Da oltre 20 anni insegna disegno dal vero e tecnica dell’acquerello e da 25 fa parte dell’Associazione 100 Pittori via Margutta esponendo con la stessa.
Suoi lavori figurano in numerose collezioni private in tutto il mondo, diversi istituti religiosi, alcune pinacoteche comunali e presso la S.Sede in Vaticano.
Principali mostre
1974 personale - Convento PP. Cappuccini - Roma 1975 collettiva - Galleria della Qantas - Roma 1977 personale - Galleria Re degli Amici - Roma 1978 personale - Palazzo S. Appollinare - Roma 1978 collettiva - Maschio Angioino - Napoli 1979 personale - Galleria La Pigna - Roma 1980 personale - Galleria Il Vantaggio - Roma 1981 personale - Teatro Flavio Vespasiano - Rieti 1982 personale - Sale Pro Loco - Marino 1983 collettiva - Azienda Turismo - Anzio 1984 personale - Palazzo Valentini - Roma 1985 collettiva - Comitato Romano Messa degli Artisti - Roma 1986 personale - America Italy Society - New York 1987 personale - Cornish Hens Gallery - New York 1988 personale - Galleria Il Leone - Roma 1988 collettiva - Tevere Expo - Roma 1989 personale - Centro Italiano di Cultura - Parigi 1989 personale - Complesso Monum. S. Michele a Ripa - Roma 1990 personale - Azienda Promozione Turistica - Gubbio 1992 personale - Pubblic Library - Boston 1994 personale - Host Bahnhof - Monaco 1996 personale - Galleria Comunale - Corinaldo 1997 personale - Fiera Campionaria - Klagenfurt 1997 personale - Galleria Roma In - Roma 1998 personale - Palazzo del Quirinale - Roma 2000 personale - Teatro Flavio Vespasiano - Rieti 2001 collettiva - Chiostro del Bramante - Roma 2003 collettiva - Palazzo Valentini - Roma 2004 collettiva - Ponticio Consiglio Justitia et Pax - Vaticano 2004 personale - Ministero delle Infrastrutture - Roma 2005 personale - Galleria Il 900 - Manfredonia 2005 personale - Galleria Stilema - Roma 2006 collettiva - Pro Loco - Fiuggi
Note critiche
“...ha riproposto una questione polemica nel momento dell’arte contemporanea, …Roma è disegnata, acquerellata, carezzata con ogni amore possibile: dal nativo e dal conoscitore della classica iconografia su Roma che scompare. Però Zingaretti, guardando e riguardando questa sua città, la identifica alla fine come è; uno dei più misteriosi brandelli vivi dell’universo, in quanto manipolata al massimo dall’uomo oltre che dalla natura. L’artista va oltre il canto di angoscia per Roma che scompare e la riscossa ecologista. Zingaretti compie un’operazione di pittura moderna nell’accanimento del figurativo, traendo proprio dalla figurazione climi e stupefatti silenzi: al limite del paesaggio in astrazione. Gli acquerelli di Zingaretti scattano oltre la rappresentazione in evidenza – quella piazza, quel ponte, quell’angolo – per acquistare capacità di trasmissione emotiva anche ignorando il sottofondo storico-leggendario della rappresentazione. Vivono questi fogli per la loro assoluta presenza, i cui titoli potrebbero persino essere rimescolati e annullati. Questa sospensione è ottenuta con pulizia e nitore, con metodi di scavo attraverso il particolare, con il realismo risolto in irrealtà. In questa situazione, persino provocatoria dell’artista, consiste l’attualità di Zingaretti. Il paesaggio dipinto nella pittura contemporanea è stanco. Solo elevandolo all’astrazione, come fosse autoritratto dell’uomo, può essere alternativa all’immagine esatta riproposta con mezzi tecnici ed all’informale della vocazione inventiva dell’arte moderna. In questa operazione Zingaretti è una presenza.”
Giuseppe Selvaggi (Il Giornale d’Italia) |
| |
|
| |
|
| |
|
|
 |
|
|
|
|